
Trentuno anni fa ero in giro per Bologna, un bimbetto di quasi 5 anni con la mano in quella di mio padre, diretto verso la stazione centrale ad accogliere parenti venuti da lontano. In un’epoca lontana, dove non esistevano cellulari e gli eventi scorrevano più lentamente. Non potevamo sapere che il treno era in ritardo, noi eravamo puntuali. Erano da poco passate le 10 quando abbiamo girato l’angolo di via Amendola in direzione della stazione e in quel momento a mio padre è venuto in mente il pane: non aveva comprato il pane per il pranzo! Siamo tornati sui nostri passi, in via Amendola, e siamo entrati in un negozio di alimentari (non esistevano nemmeno i supermercati…). Ed è stato dentro al negozio che abbiamo sentito il boato, nessuno sapeva spiegarsi cosa potesse essere…
Fuori dal negozio siamo tornati verso la stazione e l’unica cosa che ricordo è mio padre che appena girato l’angolo mi dice che è meglio tornare a casa. Poi la corsa verso la macchina e l’inizio di un concerto di sirene senza fine.
Mi ci sono voluti degli anni per capire cosa fosse successo quel giorno e le uniche due immagini che restano oggi nella mia memoria sono quelle di mio padre che si ricorda del pane e quella di noi due dentro il negozio mentre udiamo lo scoppio.
Il mio pensiero va a chi, quel giorno, non ha purtroppo avuto bisogno di trovarsi da un’altra parte, come è successo a me.
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